La tecnica di subirrigazione è un metodo che ci consente di bagnare le senza incorrere in eccessi o carenze d’acqua.
Bagnare le piante grasse, ancora di più che con altre specie, è uno di quei passaggi che crea più di un dubbio, avrò messo abbastanza acqua o forse troppo poca?
Con la tecnica di subirrigazione niente più dubbi, ma prima di procedere è bene valutare i seguenti step:
- Il substrato: è importantissimo, evitiamo di usare un terriccio universale per le piante grasse e succulente. Il terriccio per le piante grasse deve essere rigorosamente ben drenato, ossia ricco di inerti in modo che possa asciugare con facilità e rapidità. Il terreno ideale è costituito da torba da mischiare ad almeno un terzo di sabbia o ciottoli, potete acquistarlo già pronto o farlo da voi, diversamente le radici potrebbero marcire facilmente.
- La posizione della pianta: dipende dal tipo di pianta ma in linea generale dove essere posta davanti a una finestra dove può ricevere molta luce.
- Il riposo vegetativo, salvo qualche rara eccezione quasi tutte le piante grasse vanno in dormienza da fine Ottobre fino alla primavera, pertanto non devono essere bagnata fino ad inizio primavera. Sarebbe del tutto inutile annaffiare le piante grasse durante il riposo vegetativo poiché non riuscirebbe ad assorbire l’acqua con il conseguente rischio di sviluppare marciumi radicali letali.
- Le innaffiature, che al contrario di ciò che si potrebbe immaginare, devono essere profonde anche se non frequenti, annaffiature scarse e troppo frequenti non favorirebbero lo sviluppo di un buon apparato radicale.
Tecnica di subirrigazione
Premessa fatta scopriamo tutto ciò che è importante sapere sulla tecnica di subirrigazione e vedrai che tutti i dubbi su come bagnare le piante grasse saranno solo un brutto ricordo. Perché saremo certi di non incorrere mai in eccessi idrici. Del resto è un metodo efficace che ha sempre funzionato per moltissimi tipi di piante incluse anche quelle grasse, una pratica sicura, comoda e pulita perché ci garantisce un’annaffiatura omogenea del terriccio senza sporcare in giro.
Il metodo di subirrigazione consiste nell’immergere in un contenitore pieno di acqua il vaso così da permettere all’acqua di risalire dal basso verso l’alto e ad una profondità tale da riuscire ad irrigare la pianta in prossimità del suo apparato radicale. In altre parole questo consente al terreno di ricevere la giusta quantità di umidità grazie ad una risalita capillare dell’acqua.
Bagnare le piante grasse con questo metodo è praticamente il contrario di ciò che accade quando annaffiamo la pianta dall’alto, dove l’acqua scende per effetto della forza di gravità. Quello è il modo tradizionale che più o meno tutti abbiamo sempre usato ma che se mal controllato può fare grossi danni alla pianta anche perché l’acqua scendendo per effetto della forza di gravità non ci consente di sapere se tutte le zone del terriccio sono state idratate uniformemente.
Il momento giusto per annaffiare
Si ma prima di procedere con la subirrigazione dobbiamo essere certi che è giunto il momento per farlo. Chissà quante volte vi sarete domandati ogni quanto tempo devo annaffiare quella specifica pianta grassa. La verità è che non c’è una regola fissa perché come abbiamo appena visto ci sono diversi fattori che lo determinano. Tuttavia per assicurarti che è il momento giusto per bagnare le piante grasse puoi usare il metodo infallibile del dito.
Cerca di arrivare con il tuo dito ad almeno 4/5 cm di profondità del terriccio. In questo modo dovresti riuscire a percepire l’umidità più o meno all’altezza delle radici, che poi è la zona che necessità di essere raggiunta e idratata.
Se quindi con il tuo dito percepisci l’umidità significa che puoi aspettare ad annaffiare diversamente potrai procedere con l’annaffiatura. Volendo per verificare l’umidità del terriccio nel vaso invece del tuo dito puoi anche usare un bastoncino di legno, come quelli che usi per gli spiedini. Essendo lunghi sarai in grado di arrivare più in profondità del tuo dito. Se il bastoncino di legno risulterà completamente asciutto significa che potrai procedere con l’annaffiatura.
Trucchi e consigli
Se ancora non sei del tutto certo che sia realmente giunto il momento di bagnare le piante grasse considera anche questi tre fattori: temperatura, luce e grandezza del vaso poiché tutti e tre intervengono in modo incisivo sulle frequenze delle annaffiature.
- Grandezza del vaso. In un contenitore di piccole dimensioni l’umidità tenderà a evaporare più velocemente rispetto a un contenitore più grande.
- Temperatura, ossia se la pianta vive all’esterno o all’interno
- Luce quindi se l’esposizione della pianta è al sole o all’ombra
Ora se hai valutato con attenzione anche questi 3 fattori puoi procedere con la subirrigazione, ti garantisco che con questo metodo potrai essere sicuro che la tua pianta assorbirà in modo uniforme solo la quantità di acqua di cui necessita senza incorrere in eccessi o carenze.
Step subirrigazione
- Inserire l’acqua in un contenitore, se volete si possono inserire anche più piante nello stesso contenitore e/o aggiungere all’acqua anche del biostimolante o del concime.
- Appoggiare la pianta all’interno dell’acqua, facendo attenzione che il livello dell’acqua superi quello dei fori di drenaggio che si trovano nella parte sottostante del vaso in modo che l’acqua possa essere assorbita per effetto della capillarità.
- Lasciate quindi la pianta in acqua per circa 30 minuti, per vasi piccoli 15 minuti saranno sufficienti, trascorso questo tempo noterete che il livello dell’acqua che avete inserito si sarà notevolmente ridotto, essendo stato appunto assorbito dalla pianta. Se invece notate che il livello dell’acqua è rimasto invariato dopo questo lasso di tempo allora significa che è arrivato il momento di togliere la pianta dal contenitore con l’acqua.
- Specialmente durante la stagione più calda se vedete che trascorsi i 30 minuti la pianta ha assorbito tutta l’acqua volendo potete provare ad aggiungere dell’altra nel contenitore per vedere se la pianta ha ancora sete. Se cosi sarà noterete che anche questa volta il livello dell’acqua che avete inserito si sarà notevolmente ridotto
Bonus: come bagnare le piante grasse
Infine ecco un bonus che ti sarà molto utile.
Sappiamo che piante grasse e succulente sono sensibili agli eccessi idrici pertanto nel dubbio meglio mettere meno acqua piuttosto che eccedere. Tieni a mente che è più semplice salvare una pianta grassa che è stata annaffiata poco piuttosto che il contrario.
E qui ci colleghiamo al famigerato problema dei ristagni d’acqua. In generale, tutte le piante grasse coltivate in vaso temono i ristagni d’acqua per questo è buona regola assicurarsi che la tua pianta abbia sempre un substrato drenante sul fondo del vaso che permetta all’acqua di defluire bene. MA NON DI ARGILLA ESPANSA!
Abbiamo sempre pensato che l’argilla espansa fosse la scelta migliore per garantire alla pianta un buon drenaggio, ebbene questo potrebbe funzionare con le piante tropicali ma non per quelle grasse. In realtà questo materiale non facilita un’adeguata circolazione dell’aria cosa invece assai importante per garantire una buona ossigenazione del terriccio delle piante grasse.
L’argilla espansa non favorisce l’equilibrio fra aria e acqua presenti nel terreno mentre invece noi abbiamo bisogno che il terriccio sia sempre ben areato altrimenti le radici soffocano e la pianta muore. Delle piccole pietre da mettere sul fondo del vaso saranno più indicate.
Quindi niente argilla espansa per le grasse, trattiene troppa umidità e troppo a lungo.
