Se vuoi imparare a bagnare le piante grasse senza sbagli allora la tecnica di subirrigazione è il metodo che fa per te, poiche’ consente di irrigare le piante grasse senza incorrere in eccessi o carenze d’acqua. In questo modo potremo finalmente essere sicuri che la pianta assorbirà in modo uniforme solo la quantità di acqua di cui necessita.
Fidati, questo è un metodo efficace che ha sempre funzionato per moltissimi tipi di piante incluse anche quelle grasse, una pratica sicura, comoda e anche pulita poiché garantisce un’annaffiatura omogenea del terriccio e senza sporcare in giro.
Bagnare le piante grasse con questo metodo è praticamente il contrario di ciò che accade con il modo tradizionale, ossia quando si annaffia la pianta dall’alto e l’acqua scende per effetto della forza di gravità.
Purtroppo con il solito metodo tradizionale rischiamo pero’ di annaffiare troppo o troppo poco infatti se mal controllato l’acqua che scende per effetto della forza di gravità non sempre ci consente di sapere con esattezza se tutte le zone del terriccio sono state idratate uniformemente.
Avrò messo abbastanza acqua o forse troppo poca? Questo e’ il dubbio che ci assale ogni volta che dobbiamo bagnare le piante grasse. Ma tranquilli perche’ come vedremo con la tecnica di subirrigazione questi dubbi finalmente spariranno. Prima di procedere però è sempre bene valutare le seguenti condizioni della pianta sotto.
prima della Subirrigazione valuta:
La posizione della pianta: molto dipende dal tipo di pianta grassa o succulenta ma in linea generale dove essere posta davanti a una finestra dove può ricevere molta luce o all’esterno.
Il riposo vegetativo: salvo qualche rara eccezione quasi tutte le piante grasse vanno in dormienza da fine Ottobre fino alla primavera, pertanto e’ buona regola non bagnare durante quel periodo. Del resto durante il riposo vegetativo la pianta non riuscirebbe ad assorbire l’acqua con il conseguente rischio di sviluppare marciumi radicali letali.
Le innaffiature: che al contrario di ciò che si potrebbe pensare, devono essere profonde, anche se non frequenti. Annaffiature scarse e troppo frequenti non favorirebbero infatti lo sviluppo di un buon apparato radicale.
Il substrato: controllarlo è importantissimo, pertanto evitiamo di usare un terriccio universale per le piante grasse e succulente. Il terriccio per le piante grasse deve essere rigorosamente ben drenato, ossia ricco di inerti in modo che possa asciugare con facilità e rapidità altrimenti le radici potrebbero marcire facilmente. Il terreno ideale è quindi costituito da torba da mischiare ad almeno un terzo di sabbia o ciottoli, potete acquistarlo già pronto o farlo da voi.
Tecnica di sub-irrigazione

Il metodo di subirrigazione consiste nell’immergere in un contenitore pieno di acqua il vaso così da permettere all’acqua di risalire dal basso verso l’alto e ad una profondità tale da riuscire ad irrigare la pianta in prossimità del suo apparato radicale. In altre parole questo consente al terreno di ricevere la giusta quantità di umidità grazie ad una risalita capillare dell’acqua (come da immagine).
Step subirrigazione
- Inserire l’acqua in un contenitore, all’interno del quale se volete potete inserire anche più piante e/o aggiungere anche del biostimolante o del concime all’acqua.
- Appoggiare la pianta all’interno dell’acqua, facendo attenzione che il livello dell’acqua superi quello dei fori di drenaggio che si trovano nella parte sottostante del vaso in modo che l’acqua possa essere assorbita per effetto della capillarità.
- Lasciate quindi la pianta in acqua per circa 30 minuti, per vasi piccoli 15 minuti saranno sufficienti, trascorso questo tempo noterete che il livello dell’acqua che avete inserito si sarà notevolmente ridotto, essendo stato appunto assorbito dalla pianta. Se invece notate che il livello dell’acqua è rimasto invariato dopo questo lasso di tempo allora significa che è arrivato il momento di togliere la pianta dal contenitore con l’acqua.
Specialmente durante la stagione più calda se vedete che trascorsi i 30 minuti la pianta ha assorbito tutta l’acqua volendo potete provare ad aggiungere dell’altra nel contenitore per vedere se la pianta ha ancora sete. Se cosi sarà noterete che anche questa volta il livello dell’acqua che avete inserito si sarà notevolmente ridotto
Trucchi e consigli
Chissà quante volte vi sarete domandati ogni quanto tempo devo annaffiare quella specifica pianta grassa. La verità è che non c’è una regola fissa perché come abbiamo visto ci sono diversi fattori che lo determinano. Tuttavia per assicurarti che è il momento giusto per bagnare le piante grasse puoi usare il metodo infallibile del dito.
Cerca quindi di arrivare con il tuo dito ad almeno 4/5 cm di profondità del terriccio. In questo modo dovresti riuscire a percepire l’umidità più o meno all’altezza delle radici, che poi è la zona che necessità di essere raggiunta e idratata.
Se con il tuo dito percepisci l’umidità significa che puoi aspettare ad annaffiare diversamente potrai procedere con l’annaffiatura.
Spesso però le piante grasse hanno le spine il che rende meno pratico l’uso del dito. In questo caso per verificare l’umidità del terriccio nel vaso puoi anche usare un bastoncino di legno, come quelli che usi per gli spiedini. Essendo lunghi e stretti sarai in grado di arrivare più in profondità del tuo dito e senza pungerti. Se il bastoncino di legno risulterà completamente asciutto significa che potrai procedere con l’annaffiatura.
Se ancora non sei del tutto certo che sia realmente giunto il momento di bagnare le piante grasse considera allora anche questi tre fattori: temperatura, luce e grandezza del vaso, tutti e tre intervengono in modo incisivo sulle frequenze delle annaffiature.
Grandezza del vaso: considera che in un contenitore di piccole dimensioni l’umidità tenderà a evaporare più velocemente rispetto a un contenitore più grande.
Temperatura: se la pianta vive all’esterno o all’interno
Luce: quindi se l’esposizione della pianta è al sole o all’ombra
Ora se hai valutato con attenzione anche questi 3 fattori puoi procedere senza esitare con la subirrigazione.
Bonus: come bagnare le piante grasse
Infine ecco un bonus che ti sarà molto utile: Sappiamo che piante grasse e succulente sono sensibili agli eccessi idrici pertanto nel dubbio meglio mettere meno acqua piuttosto che eccedere. Tieni a mente che è più semplice salvare una pianta grassa che è stata annaffiata poco piuttosto che il contrario.
E qui ci colleghiamo al famigerato problema dei ristagni d’acqua. In generale, tutte le piante grasse coltivate in vaso temono i ristagni d’acqua per questo è buona regola assicurarsi che la tua pianta abbia sempre un substrato drenante sul fondo del vaso che permetta all’acqua di defluire bene. MA NON DI ARGILLA ESPANSA!
Abbiamo sempre pensato che l’argilla espansa fosse la scelta migliore per garantire alla pianta un buon drenaggio, ebbene questo potrebbe funzionare con le piante tropicali ma non per quelle grasse. In realtà questo materiale non facilita un’adeguata circolazione dell’aria cosa invece assai importante per garantire una buona ossigenazione del terriccio delle piante grasse.
L’argilla espansa di fatto non favorisce l’equilibrio fra aria e acqua presenti nel terreno mentre invece la pianta ha bisogno che il terriccio sia sempre ben areato altrimenti le radici soffocano e la pianta muore. Quindi delle piccole pietre da mettere sul fondo del vaso saranno più indicate dell’argilla espansa.
Allora ricordate, niente argilla espansa per le grasse, trattiene troppa umidità e troppo a lungo.
