Si chiama Cloaking l’odiosa pratica di presentare agli utenti contenuti o URL diversi da quelli presentati ai motori di ricerca. Naturalmente è considerata una violazione delle istruzioni per i webmaster di Google perché fornisce agli utenti risultati diversi rispetto a quelli previsti.
Questo accade quando un titolare di un sitoweb avendo una o più falle nella sicurezza del suo sito web involontariamente consente a cyber manipolatori di entrarci e violarlo. La scelta del sito da manomettere non è casuale, generalmente scelgono un sito ritenuto serio, affidabile e ben posizionato nella SERP, che possa quindi attirare molti visitatori.
Funziona cosi’: il cyber manipolatore quindi approfitta di queste falle per manomettere dei siti web, anche siti piccoli. Prima addocchia il titolo di un sito web, non importa di che dimensioni purche’ sia serio quindi entra in una o piu’ pagine ci inietta degli script con lo scopo di rimandare poi l’utente verso un loro sito spam.
L’utente naviga facendo le sue ricerche su internet e ignaro di tutto clicca su un sito che ritiene affidabile ma poi viene indirizzato verso altri contenuti, come: siti pornografici, casinò online o comunque siti che contengono molta pubblicità.
Quindi il contenuto che appare all’utente o non centra nulla con ciò che egli stava cercando sul web oppure centra ma è solo una fotocopia del sito autentico manomessa da un hacker. Ovvero rubato precedentemente dagli hacker al sito web originale e poi manomesso inserendoci moltissima pubblicità.
Attenzione perche’ per un utente la pubblicità di questi siti ingannevoli non è immediatamente visibile, spesso viene abilmente nascosta con raffinate tecniche di “Black hat” in modo che l’utente non la vede e quindi non si accorge di nulla sebbene ci stia cliccando sopra.
In pratica l’obbiettivo finale dei cyber manipolatori è di sfruttare il nome di siti/blog con una buona reputazione sul web per poi appropriarsi dei loro contenuti e farcirli di pubblicità così da guadagnare e allo stesso tempo poter comparire nei primi risultati di ricerca dei principali motori di ricerca al posto dei reali titolari. Un modo ingannevole per scalare posizioni nella SERP senza troppa fatica.
I reindirizzamenti aperti nel tuo sito
Al proprietario di un sito web consiglio di prestare sempre molta attenzione ai reindirizzamenti aperti perché sono sempre una delle vulnerabilità più facili da sfruttare da parte dei cyber manipolatori.
Di cosa si tratta: allora per violare un sitoweb i cyber manipolatori sfruttano ciò che in gergo tecnico è chiamato “reindirizzamento aperto”. Un reindirizzamento aperto è un tipo di vulnerabilità che accade quando la destinazione del reindirizzamento è fornita dal server senza essere stata prima filtrata o convalidata.
Accade cioè quando il webmaster o proprietario del sito invia al server dei dati tramite moduli o altro senza però un adeguata sicurezza. I cyber manipolatori, per fare un esempio pratico, potrebbero sfruttare facilmente alcune falle della funzione di ricerca di Google (query).
Tutto ciò consente ai cyber manipolatori (grazie alla famosa falla di sicurezza) di entrare nel sito originale del malcapitato e da lì creare un collegamento che indirizza verso un’altro sito ma malevolo scelto da loro.
Gli attacchi informatici da reindirizzamenti aperti piu’ frequenti sono: Phishing, Cross-site Scripting (XSS), Server-Side Request Forgery (SSRF), Iniezione CRLF.
Non solo, tra i vari metodi scorretti inclusi nella “Black hat” il cyber manipolatore può utilizzare con pochissimo sforzo anche quello di reindirizzare il browser verso un sito dannoso semplicemente utilizzando il nome di dominio di un sito che ha preso di mira.
Per esempio, se il tuo dominio è: “miosito.com” l’autore dell’attacco una volta entrato nel tuo sito potrebbe manomettere facilmente quell’ URL così da crearne un’altro simile per poi indirizzarlo dove vuole lui, ossia verso un sito malevolo.
Come abbiamo appena visto inserire uno script in un sito non è il solo modo per manometterlo, i cyber manipolatori riescono nei loro sporchi intenti anche bypassando le validazioni dell’URL del sito violato tramite la stringa di una query o i campi che contengono dati di un modulo contatti.
Cosa fare
Se sei il titolare di un sito web ti invito a seguire qualche consiglio in modo da evitare reindirizzamenti aperti in futuro.
1) Prima di tutto dovresti controllare se l’opzione “consenti reindirizzamenti aperti” del tuo dominio è attivata per impostazione predefinita, quindi se lo è disattivala.
2) Possibilmente non utilizzare i campi input degli utenti per gli URL.
3) Se hai bisogno di URL dinamici (ossia un URL che proviene da una pagina web connessa a un database), usa una whitelist. Crea quindi un elenco di URL validi e accettati dopodiché non accettare altri URL.
4) Assicurati di accettare solo URL che si trovano su domini attendibili.
5) Non utilizzare reindirizzamenti nelle applicazioni web.
Raccomandazioni
Un titolare di un sito web non deve sottovalutare un hacker pensando che tanto il suo sito è piccolo o non così importante. Al contrario di quello che si potrebbe pensare i cyber manipolatori prendono di mira anche siti piccolini, pertanto nessuno può sentirsi al sicuro.
I titolari di siti web attaccati dai cyber manipolatori meglio noti come hacker spesso se ne accorgono troppo tardi magari a seguito di notevoli perdite di visite sul loro sito. O peggio facendo l’amara sorpresa di vedere nella SERP il titolo del loro sito pensando che è tutto a posto salvo poi scoprire (solo dopo esserci atterrati) che il loro sito è stato completamente fotocopiato dai cyber manipolatori, esattamente come è successo a me.
Pertanto è necessario che il titolare del sito controlli molto bene che non vi siano problemi di sicurezza nel suo sito, un plugin non aggiornato oppure di un applicazione web. Consiglio di avvalersi di un plugin per la sicurezza come Wordfence, nel caso stai usando WordPress.
Il consiglio finale è quello di mantenere sempre aggiornato il tuo sito web e di verificare che non ci siano falle nella sicurezza altrimenti l’hacker li troverà prima di te.