La tecnica di subirrigazione consente alle piante di essere bagnate senza incorrere in eccessi o carenze d’acqua.
Bagnare le piante grasse, ancora di più che con altre specie, è uno di quei passaggi che crea più di un dubbio, spesso ci chiediamo: avrò messo abbastanza acqua o forse troppo poca? Con la tecnica di subirrigazione finalmente possiamo farlo a cuor leggero. Non prima però di aver controllato e valutato anche:
- Il substrato: è importantissimo evitare di usare un terriccio universale per le piante grasse e succulente. Il terriccio per le piante grasse deve essere rigorosamente ben drenato, quindi ricco di inerti in modo che si possa asciugare con facilità e rapidità. Il terreno ideale è costituito da torba da mischiare ad almeno un terzo di sabbia o ciottoli, potete acquistarlo già pronto o farlo da voi, diversamente le radici potrebbero marcire facilmente.
- La posizione della pianta, che deve essere ben illuminata ossia posta direttamente all’esterno oppure in casa purché collocata davanti ad una finestra.
- Il riposo vegetativo, per chi vive nel nord Italia da circa fine Ottobre fino alla primavera deve tenere conto del periodo in cui le piante grasse, salvo qualche rara eccezione, vanno in dormienza. Pertanto non devono essere bagnata da metà autunno fino alla primavera. Durante questo periodo annaffiare sarebbe del tutto inutile poiché la pianta non riuscirebbe ad assorbire l’acqua con il conseguente rischio di sviluppare marciumi radicali letali.
- Le innaffiature, che devono essere, al contrario di ciò che si potrebbe immaginare, profonde anche se non frequenti, al contrario annaffiature scarse e troppo frequenti non favoriscono lo sviluppo di un buon apparato radicale.
Tecnica di subirrigazione
Premessa fatta, sappiamo che piante grasse e succulente sono sensibili agli eccessi idrici, nel dubbio per non sbagliare meglio mettere meno acqua piuttosto che eccedere. È bene sapere che è assai più semplice salvare una pianta grassa che è stata annaffiata poco che non il contrario.
Usando la tecnica di subirrigazione questi dubbi saranno solo un brutto ricordo, perché potremo dare da bere alla pianta in tutta tranquillità essendo certi di non incorrere mai in eccessi idrici. Del resto è un metodo efficace che ha sempre funzionato per moltissimi tipi di piante incluse anche quelle grasse, una pratica sicura, comoda e pulita perché ci garantisce un’annaffiatura omogenea del terriccio senza sporcare in giro.
Il momento giusto per annaffiare
Chissà quante volte vi sarete domandati ogni quanto tempo si devono annaffiare le piante grasse. La verità è che non c’è una regola fissa perché come abbiamo appena visto ci sono diversi fattori che lo determinano. Tuttavia per assicurarti che è il momento giusto per bagnare le piante grasse puoi usare il metodo infallibile del dito.
Cerca quindi di arrivare con il tuo dito ad almeno 4/5 cm di profondità del terriccio. In questo modo dovresti riuscire a percepire l’umidità più o meno all’altezza delle radici, che poi è la zona che necessità di essere raggiunta e idratata.
Se quindi con il dito riesci a percepire l’umidità significa che puoi aspettare ad annaffiare diversamente potrai procedere con l’annaffiatura. Volendo per verificare l’umidità del terriccio nel vaso invece del tuo dito puoi anche usare un bastoncino di legno, come quelli che usi per gli spiedini. Essendo lunghi sarai in grado di arrivare più in profondità del tuo dito. Se il bastoncino di legno risulterà completamente asciutto significa che potrai procedere con l’annaffiatura.
Se ancora non sei del tutto certo che sia realmente giunto il momento di bagnare le piante grasse prima considera bene anche questi tre fattori: temperatura, luce e grandezza del vaso poiché tutti e tre intervengono in modo incisivo sulle frequenze delle annaffiature.
- Grandezza del vaso. In un contenitore di piccole dimensioni l’umidità tenderà a evaporare più velocemente rispetto a un contenitore più grande.
- Temperatura, ossia se la pianta vive all’esterno o all’interno
- Luce quindi se l’esposizione della pianta è al sole o all’ombra
Ora se hai valutato con attenzione anche questi 3 fattori puoi procedere con la subirrigazione, ti garantisco che con questo metodo potrai essere sicuro che la tua pianta assorbirà in modo uniforme solo la quantità di acqua di cui necessita senza incorrere in eccessi o carenze.
Il metodo di subirrigazione consiste nell’immergere in un contenitore pieno di acqua il vaso così da permettere all’acqua di risalire dal basso verso l’alto e ad una profondità tale da riuscire ad irrigare la pianta in prossimità del suo apparato radicale. In altre parole questo consente al terreno di ricevere la giusta quantità di umidità grazie ad una risalita capillare dell’acqua.
Bagnare le piante grasse con questo metodo è praticamente il contrario di ciò che accade quando annaffiamo la pianta dall’alto, dove l’acqua scende per effetto della forza di gravità. Quello è il modo tradizionale che più o meno tutti abbiamo sempre usato ma che se mal controllato può fare grossi danni alla pianta anche perché l’acqua scendendo per effetto della forza di gravità non ci consente di sapere se tutte le zone del terriccio sono state idratate uniformemente.
Step subirrigazione:
- Inserire l’acqua in un contenitore, se volete si possono inserire anche più piante nello stesso contenitore e/o aggiungere all’acqua anche del biostimolante o del concime.
- Appoggiare la pianta all’interno dell’acqua, facendo attenzione che il livello dell’acqua superi quello dei fori di drenaggio che si trovano nella parte sottostante del vaso in modo che l’acqua possa essere assorbita per effetto della capillarità.
- Lasciate quindi la pianta in acqua per circa 30 minuti, per vasi piccoli 15 minuti saranno sufficienti, trascorso questo tempo noterete che il livello dell’acqua che avete inserito si sarà notevolmente ridotto, essendo stato appunto assorbito dalla pianta. Se invece notate che il livello dell’acqua è rimasto invariato dopo questo lasso di tempo allora significa che è arrivato il momento di togliere la pianta dal contenitore con l’acqua.
- Specialmente durante la stagione più calda se vedete che trascorsi i 30 minuti la pianta ha assorbito tutta l’acqua volendo potete provare ad aggiungere dell’altra nel contenitore per vedere se la pianta ha ancora sete. Se cosi sarà noterete che anche questa volta il livello dell’acqua che avete inserito si sarà notevolmente ridotto
Bonus: come bagnare le piante grasse
Infine ecco un bonus che ti sarà molto utile. In generale, tutte le piante grasse coltivate in vaso temono i ristagni d’acqua per questo è buona regola assicurarsi che la tua pianta abbia sempre un substrato drenante sul fondo del vaso che permetta all’acqua di defluire bene. MA NON DI ARGILLA ESPANSA!
Abbiamo sempre pensato che l’argilla espansa fosse la scelta migliore per garantire alla pianta un buon drenaggio, ebbene questo potrebbe funzionare con le piante tropicali ma non per quelle grasse. In realtà questo materiale non facilita un’adeguata circolazione dell’aria cosa invece assai importante per garantire una buona ossigenazione del terriccio delle piante grasse.
L’argilla espansa non favorisce l’equilibrio fra aria e acqua presenti nel terreno mentre invece noi abbiamo bisogno che il terriccio sia sempre ben areato altrimenti le radici soffocano e la pianta muore. Delle piccole pietre da mettere sul fondo del vaso saranno più indicate.
Quindi niente argilla espansa per le grasse, trattiene troppa umidità e troppo a lungo.
